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Σάββατο 21 Φεβρουαρίου 2026

E' freddo, nevica. L'inverno non ha ancora abbandonato queste lande sofferenti.



E' freddo, nevica. L'inverno non ha ancora abbandonato queste lande sofferenti. Abbiamo superato la metà della Settimana Bianca, ci avviciniamo alla domenica della Caduta di Adamo. 

Dopo aver riflettuto questa settimana sul Giudizio Universale, la Chiesa ci chiamerà, fra pochi giorni, a meditare non la fine del mondo, ma il suo inizio. 

Adamo, il padre dell'Umanità, aveva quasi tutto. Potere e potestà sulla Creazione, un corpo perfetto, una mente geniale, uno spirito che poteva parlare con il Signore "faccia a faccia". Eppure, la seduzione del peccato e il potere della gelosia hanno rovinato la condizione di perfezione in cui versava tutta l'umanità. 

Molti si chiedono quale sia lo scopo dell'Uomo sulla Terra. Lo scopo dell'Uomo su questa Terra è, secondo la dottrina dei Padri della Chiesa, il ritorno a quella comunione che Adamo aveva con Dio prima della Caduta. A questa grande impresa siamo chiamati tutti. 

Nel gelido inverno della vita umana, siamo testimoni della Luce. Non casualmente il Vangelo di Giovanni capitolo 1, che parla dell'incarnazione del Verbo-Luce, è letto a Pasqua e non a Natale. 

Abbiamo una scelta ogni giorno. Accontentarci del transeunte, o cercare l'eternità. Nella Bibbia del Luzzi, pubblicata negli anni '20, il termine "Dio" (considerato paganeggiante dal protestante, in quanto proveniente dal lemma latino Zeus/Deus) era invece tradotto con "Eterno". L'Eterno fa, l'Eterno pensa, l'Eterno ama, e così via. A dispetto delle considerazioni generali ("non è la traduzione corretta del termine Elohim/Yahvé") la parola Eterno come sinonimo di Dio mi è sempre piaciuta.  Se l'essere umano è chiamato alla Comunione, alla Sinergia e Cooperazione con l'Onnipotente, allora è davvero l'Eterno che ci chiama ad abbandonare lo stadio della vita presente per un qualcosa che abbraccia l'atemporeità: essere Figli di Dio significa essere "come dèi", per usare una espressione di sant'Atanasio il Grande. 

Tanti si chiedono: "Se Dio è buono, perché non ha perdonato Adamo dopo la caduta?"

E infatti il Signore era pronto a perdonare la sua creatura, che però invece di affrontare la conseguenza della sua disobbedienza (una punizione, forse?) ha preferito nascondersi, mentire e minimizzare. E la conseguenza della paura, dell'orgoglio e dell'accidia sono la morte dell'anima. E così, come dice la Genesi, la morte entrò nel mondo e così le malattie e la condizione attuale della razza umana. 

Ma c'è la Buona Novella. 

Se con i frutti di un albero siamo caduti, con un altro frutto, l'Eucarestia dell'Albero della Vita, saremo salvati. Passiamo dal frutto proibito dell'Eden al frutto desiderabile della Comunione di Cristo. Dalla Croce vivificante, il nuovo Albero sacro, sgorgano le sorgenti della Grazia. Accogliere il Cristo in noi ci rende immortali. 

E quindi, accogliamo in noi il Nuovo Adamo, il Redentore, e non saremo più prostrati come il nostro antenato, ma cammineremo ritti in piedi, come eredi del Regno dei Cieli.

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